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inquinamento microplastiche

L’inquinamento marino delle microplastiche

C’è una forma di inquinamento poco conosciuta, che interessa i mari e l’ambiente: si tratta delle microplastiche.
Si tratta di frammenti di plastica più piccoli di un millimetro, fino a dimensioni dell’ordine del millesimo di millimetro.
In alcuni casi sono prodotti già in queste dimensioni, ad esempio in particelle lievemente abrasive per i dentifrici e per alcune creme cosmetiche.
Spesso invece sono il risultato dello sminuzzamento operato dal tempo e dagli elementi sulla plastica abbandonata nell’ambiente, specialmente in mare.
I grandi accumuli di plastica nel mare e negli oceani, nei punti in cui le correnti concentrano i rifiuti galleggianti, sono ben visibili, tanto da essere chiamati “isole di plastica” o “mare di plastica”.
Al contrario, le microplastiche nell’ambiente sono molto meno visibili, ma ancora più invasive e presenti.

I danni delle microplastiche per la salute

Particelle tanto piccole e tanto incorruttibili sono dannose per gli organismi. I pesci e gli altri animali che si cibano di piccoli organismi fluttuanti sono ingannati dalle microplastiche, simili a piccole meduse o plancton, e le mangiano. Una volta nell’organismo, i pesci non possono digerirle in alcun modo, e peggio, queste particelle possono incistarsi negli organi e nei tessuti.
In questo modo, dai pesci più piccoli attraverso quelli che se ne cibano le microplastiche risalgono la catena alimentare, addirittura fino alle nostre tavole. Ma non è il solo modo in cui le microplastice possono arrivare a noi: se ne possono trovare nell’acqua potabile, nel sale marino e in diversi alimenti e bevande.

L’inquinamento da plastica e microplastica: possiamo fare qualcosa?

Ripulire i mari dai rifiuti galleggianti sarebbe un’impresa colossale, che richiederebbe intere flotte dedicate incessantemente a questo lavoro.
Eliminare dal mare le microplastiche sarebbe addirittura incredibilmente più difficile. Si tratterebbe, letteralmente di filtrare tutti gli oceani.
Possiamo essere scrupolosi nel conferire i rifiuti in plastica che produciamo, e sperare che la filiera del riciclo e dello smaltimento funzioni alla perfezione, ma non basterà.
Per questo, per combattere l’inquinamento delle microplastiche, abbiamo tutti la responsabilità di ridurre al minimo il nostro consumo di plastica, per ridurre le possibilità che venga dispersa nell’ambiente.
Possiamo scegliere sempre imballaggi e prodotti biodegradabili e compostabili.
Scegliere di tornare alla carta, al legno, al cartone, alla cellulosa e alle fibre naturali che si degradano e tornano alla natura senza danneggiarla.
La plastica è un materiale prezioso, ma dovremmo tutti imparare a usarne il minimo indispensabile, se vogliamo evitare di tuffarci in un mare di microplastiche e di rischiare di mangiare cibi che potrebbero contenerne.

 

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“Ciò che credevo un sogno oggi sta prendendo forma: vedere le persone che lasciano le vecchie abitudini per passare al bio compostabile è per me un segno che l’innovazione e il rispetto per l’ambiente sono l’arma vincente per vivere nel mondo futuro.”

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